Aggiornato al 24 Febbraio 2024

20enne con ovuli di droga nel corpo. Fermata su un treno viene arrestata

 La linea ferroviaria del Sempione negli ultimi anni è stata al centro di sequestri di sostanze stupefacenti; un tempo era il treno notturno proveniente da Parigi e diretto a Milano quello sul quale gli uomini della Guardia di finanza puntavano i propri riflettori, perché “storicamente” su quella tratta viaggiavano i corrieri della droga che spesso partivano da Amsterdam per raggiungere la piazza di Milano. Quasi tutti i fermi però sono di corrieri che viaggiano verso l’Italia. Per questo del tutto insolito è stato il sequestro effettuato nei giorni scorsi dai militari del Comando provinciale della Guardia di finanza di Verbania che hanno fermato una donna poco più che 20enne di nazionalità nigeriana, residente in Italia, che tentava di portare degli ovuli di droga (cocaina) in Svizzera. La donna aveva introdotto nel proprio corpo per via rettale e vaginale dieci ovuli per un totale di 160 grammi di droga. Il treno su cui viaggiava era il numero 34 partito da Milano e diretto a Ginevra. «I corrieri di solito arrivano dalla Svizzera e cercano di portare la droga in Italia» spiega il comandante della stazione domese Mauro Maietta – ma questa volta è capitato l’opposto». L’esperienza dei finanzieri insegna, dice il comandante, che solitamente i corrieri della droga occultano lo stupefacente preferibilmente nei propri bagagli. Più rari negli ultimi anni sono i casi di corrieri che hanno ingerito degli ovuli di droga, una pratica tra l’altro anche molto pericolosa per la vita dello stesso corriere: se uno degli ovuli dovesse rompersi il pusher potrebbe morire. Di solito chi utilizza questa tecnica tenta di sfuggire al fiuto dei cani antidroga, sempre molto puntuali a bordo dei treni e in stazione a Domodossola. Tanti tentano di ingannare il fiuto dei cani del Nucleo cinofilo della Guardia di finanza utilizzando sostanze profumate, come il caffè, per tentare (il più delle volte senza successo) di coprire gli odori degli stupefacenti. I cani però non sono l’unica “arma” in mano ai militari della Finanza: in questo caso, ad esempio, ha contato molto di più l’occhio allenato dei finanzieri, capaci di scorgere al volo segni di insolito nervosismo nei passeggeri. La sera del fermo i controlli di polizia doganale stavano filando lisci tra i numerosissimi viaggiatori a bordo del convoglio, ma non è sfuggito l’atteggiamento sospetto di questa giovane donna che ha subito insospettito i finanzieri. «Dopo le prime domande di rito – spiegano dal Comando provinciale – essendo la donna palesemente nervosa, i finanzieri avanzavano ulteriori richieste circa il motivo del proprio viaggio, le ragioni del suo soggiorno in Italia e dove si fosse recata durante la sua permanenza. A tutte le domande, la donna ha fornito risposte evasive e poco convincenti. L’itinerario dichiarato, i tempi e le motivazioni fornite spingevano i militari, sospettando che fosse uno dei tanti “muli” utilizzati per trasportare droga». Quindi è partita subito la richiesta al pubblico ministero di turno alla Procura della Repubblica di Verbania per accompagnare la donna all’ospedale San Biagio di Domodossola e sottoporla ad un esame radiologico; la radiografia ha confermato in pieno i sospetti delle Fiamme gialle e la donna è stata dunque arrestata e portata nel carcere di Vercelli. La cocaina sequestrata era pronta per essere “tagliata” con altre sostanze spiegano i finanzieri: avrebbe fruttato all’organizzazione criminale tra i 70 e i 90 euro al grammo, dunque oltre 14mila euro. La donna, in cerca di occupazione, da una verifica dei finanzieri è risultata essere stata percettrice per qualche mese del 2022 di reddito di cittadinanza.

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