Aggiornato al 23 Aprile 2024

L’incendio divampato a Montessolano avrebbe matrice colposa. Lo riferiscono i Carabinieri forestali

La notizia arriva dalla stazione del Corpo forestale dei Carabinieri di Domodossola: L’incendio divampato quattro giorni fa a Monteossolano, venerdì 10 febbraio, avrebbe matrice colposa. «Si tratta di un 40enne cittadino svizzero residente a Losanna il quale, nelle pertinenze della propria baita recentemente acquistata in località Croppo di Monteossolano, aveva allestito un braciere all’interno di un bidone metallico al fine di prepararsi il pranzo. A causa del clima particolarmente secco le scintille prodotte dall’accensione delle fiamme si sono però riversate nei prati circostanti avviando così l’incendio». I militari hanno scoperto il presunto responsabile risalendo al punto di innesco che ha ricondotto alla baita di proprietà del cittadino elvetico. E’ stato lui a spiegare in caserma, con un interprete di lingua francese,come sono andati i fatti. Secondo quanto riferito con una nota dai Forestali, l’uomo avrebbe lasciato incustodito il braciere per pochi minuti, rientrando nella baita. Una volta uscito le fiamme avevano già preso i prati circostanti. I soccorsi sono stati allertati da una persona in zona chiamata dall’uomo che con il suo telefono non riusciva a contattare i numeri di emergenza. Sempre a Monteossolano il 25 gennaio si era sviluppato un altro incendio che aveva interessato sei ettari. I Forestali dei Carabinieri hanno individuato un 56enne di Domodossola, titolare di una ditta edile, che stava usando una smerigliatrice in un cantiere. Le scintille avrebbero provocato l’incendio. Sempre più difficile, con questa siccità, riuscire a vivere in montagna dove diventano pericolose anche le più piccole cose. 

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