Aggiornato al 25 Febbraio 2024

Nuova tassa sulla salute, I frontalieri sono pronti a combattere

Giovedì 28 dicembre il sindacato professionale Syna, sezione di Domodossola, ha organizzato un incontro informativo nella sala consiliare della Comunità montana. Tra i partecipanti il malumore era palpabile per il prelievo previsto da una nuova legge, dopo che solo pochi mesi fa era stato siglato l’accordo tra i governi italiano e svizzero. Gianluca Casili, responsabile del sindacato per l’alto Vallese: «Vogliamo fare capire cos’è la nuova tassa sulla salute per i vecchi frontalieri: dai 30 ai 200 euro mensili, ancora non è determinato il metodo di versamento. I lavoratori che ogni giorno viaggiano oltre confine sono una grande risorsa sia per la Confederazione elvetica che per l’Ossola». Con quale modalità verrebbero tassati? «Questo passaggio è tutto da determinare, visto che le Regioni dovrebbero ricevere i fondi per il Servizio sanitario nazionale e non è possibile sapere come verrà fatto da una busta paga data all’estero». Il senatore Enrico Borghi di Italia Viva: «A mio giudizio ci sono profili di incostituzionalità della legge, io sono per l’eliminazione della norma e mi batterò per questo. Il principio di fare pagare di più una categoria come quella del frontaliere verso la Svizzera è discriminatorio, visto che gli altri lavoratori all’estero non hanno questa tassazione. L’accordo internazionale richiama le norme del 1974, e inoltre si elimina un accordo giuridico con l’obiettivo che è quello dell’aumentare gli stipendi a medici ed infermieri. Altro principio che non ha precedenti, in ugual modo i ristorni trovano una modifica al di fuori della tutela dei Comuni a cui sono sempre stati destinati i fondi. La Ragioneria generale dello Stato non si è pronunciata e ho fatto presente in Parlamento questa situazione e sono ancora in attesa di chiarimenti. Sono in tanti che non vogliono prendersi le proprie responsabilità, la cosa migliore è un’iniziativa sindacale che si unisca alle nostre attività nelle sedi istituzionali. Il governo dovrà fare un decreto, è importante muoversi in fretta e organizzare le azioni necessarie a definire un percorso che possa fare sentire la voce dei lavoratori». L’assemblea è terminata con l’idea di maggiore coinvolgimento delle altre sigle sindacali e lo sprone da parte dei più anziani che ricordavano l’unità necessaria nelle lotte che una volta ha portato ottimi risultati per la nostra zona.

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