Aggiornato al 20 Aprile 2024

Il masso roccioso a Maulone e la cappella. Tra storia e leggenda

Le persone anziane ricordano che sul masso roccioso di Maulone si ergeva un’antica cappella. Negli anni la struttura aveva subìto notevoli danni in parte dovuti alla costruzione della strada Varzo-Gebbo con lo sparo mine per l’abbassamento della sede stradale. In seguito con delibera comunale fu decretata la demolizione considerata la pericolosità con crepe sui muri e tetto cadente. Ma in che anno venne demolita la cappella? La domanda ce la porgemmo lo scorso mese di febbraio, in seguito ai lavori del taglio della roccia a Maulone per l’allargamento della strada. Nessuno si ricordava, non solo la data, ma neppure l’anno. Di conseguenza ci siamo rivolti all’archivio computerizzato del nostro giornale e ritrovato un articolo che dice: …Nel piovoso pomeriggio del 12 novembre 1996 è stata demolita la suggestiva cappella di Maulone, l’antica costruzione che si ergeva sulla strada per San Domenico. Era da tempo fatiscente e rappresentava un pericolo per la circolazione stradale. L’articolo (siglato “s.g.”) continua con la descrizione della cappella tratta da un libro di Piero Piretti che conclude: “Scartata in passato l’ipotesi di un intervento, per l’instabilità geologica del masso su cui poggiava, si presume che anche la sua ricostruzione, nella stessa sede, sia da ritenersi inattuabile. Resta quindi da valutare se e dove, naturalmente a Maulone e con le stesse  caratteriste, ricostruire una nuova cappella che sarebbe sicuramente ben vista sia dagli spiriti degli avi, sia da San Giorgio…”.

Infatti nel 1994, con la nascita dell’Associazione Tutela del Patrimonio Storico, ci fu una sottoscrizione per il restauro della cappella, la nobile iniziativa non raggiunse totalmente lo scopo prefissato per ulteriori difficoltà.

La demolizione della cappella di Maulone (eseguita dall’impresa Del Pedro Pera Remigio) è documentata in un interessante filmato (non datato) prodotto da Fotovideo di Mirco Zanola. I sottotitoli, con poche parole, ne evocano la storia, inizia con: “Ci fu il tempo in cui i valligiani si fermavano a riposare…”.

Nel video si nota, nella parete posteriore, una nicchia e appeso un quadro con una Madonna molto bella. Da un’antica foto si vede la vecchia strada mulattiera a livello della cappella (quella che riproponiamo in alto), ossia circa tre metri sopra l’attuale carrozzabile. La parete verso il torrente Cairasca in alto presenta un rosone di circa 70 centimetri. Piero Piretti cita: “Dipinto dagli Alpini del Battaglione Val Toce nel 1941”. Alla cappella si accedeva dai due portali a volta verso la mulattiera ed il villaggio di Maulone.

La cappella di Maulone è inoltre legata alla nota leggenda di San Giorgio, patrono di Varzo. Un tempo ci fu una violenta battaglia con i vallesani che invasero l’alpe Veglia per furto di bestiame e sequestro delle donne, provocando feriti e morti. I divedrini, in numero inferiore, stavano per essere sopraffatti, invocarono l’aiuto di San Giorgio. Con il suo cavallo bianco San Giorgio raggiunse Veglia in soli tre salti e sbaragliò, con l’aiuto della fede e della spada, i prepotenti invasori. Con il primo balzo raggiunse la cappella di Maulone, il secondo alla cappella del Croppallo ed il terzo nella radura dov’era la battaglia. Il pianoro fu poi, ed è tutt’ora, denominato: “ul Pian di mort” il Piano dei morti. Qualcuno asserisce che vicino alle due cappelle citate sono scolpite sulla roccia, seppur corrose dal tempo, le impronte degli zoccoli del cavallo di San Giorgio.

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