Aggiornato al 20 Maggio 2024

Il mondo della cultura e della scuola sgomento per la morte improvvisa di Pier Antonio Ragozza. Aveva 64 anni

Se n’è andato nella notte lo storico locale, dirigente scolastico del liceo Giorgio Spezia, già collaboratore di Eco Risveglio, Pier Antonio Ragozza. Il mondo della Resistenza e della cultura locali perdono con lui un importante punto di riferimento. 64 anni, laureato con una tesi sulle “Anticipazioni della Costituzione italiana nelle leggi della Repubblica dell’Ossola”, a lungo insegnante e poi dirigente all’Ipsia Galletti e al Cobianchi di Verbania, ha dedicato gran parte della sua vita alla ricerca storica con particolare riferimento alle attività militari e al periodo della Resistenza. Grande divulgatore, aveva preso il testimone dallo storico Paolo Bologna, morto a 86 anni nel 2015. Legati da profonda amicizia, Ragozza ripeteva spesso che Bologna era in grado di tirare fuori “dal suo cappello a cilindro date e aneddoti sulle vicende resistenziali” che ai più non erano note. Ragozza nel pomeriggio di ieri avrebbe avuto un malore che nel corso della serata si sarebbe ripresentato. Inutile la corsa in ospedale. Attoniti i docenti del liceo Spezia, istituto che ha guidato sino all’ultimo con mano ferma, portando il liceo a crescere e ad acquisire autorevolezza nel corso degli anni. La porta del suo ufficio era sempre aperta. Contraddistinto da capacità diplomatiche fuori dal comune, mai una sbavatura, una parola fuori posto, era in grado di tessere rapporti tra istituzioni, mondo del volontariato, storici, clero e politica, regalando al liceo l’equidistanza che si confà alle istituzioni. Iniziano ad arrivare in redazione ad Eco Risveglio, i primi messaggi di cordoglio. La sezione Anpi di Premosello, dove viveva con la famiglia, la moglie Maria Grazia Federico e le figlie, Ilaria e Benedetta, ricorda: «Tutta la comunità di Premosello è stata e sarà riconoscente al professor Ragozza, apprezzato ricercatore di storia locale sulla Resistenza nella Seconda guerra mondiale e della Grande Guerra. In particolare per aver ricostruito i fatti avvenuti il 29 agosto 1944 durante l’eccidio nazifascista che ha provocato morte e distruzione nel paese di Premosello- Chiovenda, suo luogo di nascita». Così lo ricorda Franco Chiodi, presidente provinciale dell’Anpi: «Sono rimasto veramente sconvolto quando ieri sera (giovedì, ndr) all’uscita del Cineforum ho avuto la notizia dai professori allibiti e increduli, qualcosa che nessuno si aspettava. Sabato avevamo assistito all’ultima conferenza che ha fatto in ricordo di don Rossi e ci eravamo fermati a chiacchierare con Andrea Pozzetta (anch’egli ricercatore, storico, ndr) per le iniziative che stavamo mettendo in cantiere da fare insieme. E’ una perdita dal punto di vista umano, perché ero molto legato a lui, dal punto di vista professionale perché come insegnante, quando ero presidente di maturità era un consulente prezioso; ed una perdita enorme dal punto di vista di storico e divulgatore per la storia locale legata alle vicende resistenziali, alla cultura popolare, sia militari, ricordo le sue ricerche sulla Guardia di finanza. Una persona che era il degno erede di Paolo Bologna, punto di riferimento per le ricerche, per le iniziative nuove, per le vicende che allargavano lo sguardo della Resistenza in senso stretto, si perde una figura che ad oggi è insostituibile». Il cordoglio al Liceo Spezia, quella che era diventata la sua seconda casa, è palpabile. «La sua porta sempre aperta – spiegano dalla vice presidenza -. Aveva grandi capacità di ascolto e di creare un clima sereno, appianando i piccoli conflitti, avendo bene a mente l’importanza dell’istruzione per gli studenti, cercando di offrire loro tutte le opportunità, facilitando la collaborazione dei docenti e di tutto il personale della scuola». Alcuni studenti hanno portato dei fiori davanti alla porta del suo ufficio.   

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