Consiglio comunale a Verbania, Albertella perde pezzi. Ed è giallo su un voto

Il ritorno a palazzo Flaim si è rivelato complicato per il sindaco Giandomenico Albertella. Durante la seduta del consiglio comunale di ieri, giovedì, la maggioranza ha rischiato di andare sotto, e forse ci è anche andata, salvandosi in extremis da un controverso cambio di voto. La riunione, segnata fin dall’inizio da problemi all’impianto audio che hanno ostacolato i lavori di assessori e consiglieri, si è infiammata sulla richiesta di anticipare la discussione di una mozione sull’ospedale Castelli. Il consigliere Patrich Rabaini, insieme all’ex sindaca Silvia Marchionini, ha proposto l’inversione dell’ordine del giorno per affrontare subito il tema del mantenimento del Dea dell’ospedale Castelli. A sorpresa, diversi esponenti della maggioranza si sono schierati a favore della proposta. Tra loro sono intervenuti Massimo Guaschino e soprattutto Giorgio Tigano, che nella seconda parte della seduta ha anche contestato la maggioranza sulla rivoluzione dei rifiuti. A votare a favore dell’inversione dell’ordine del giorno sono stati anche quattro colleghi di maggioranza, Alessio Baldi, Alessandra Chiodoni, Simone Bacchetta e Omar Bigotta, in quel momento collegato da remoto. Il vero giallo si è consumato al momento del conteggio. La presidente del consiglio Alice De Ambrogi ha inizialmente dichiarato la parità per 15 a 15, un risultato contestato dalla minoranza. In un clima di grande confusione è stata indetta una seconda votazione, ma proprio in quel frangente è caduta la linea al consigliere Bigotta mentre il sindaco era al telefono con qualcuno. Ricollegatosi quando la votazione era ormai dichiarata chiusa, gli è stato comunque concesso dal segretario di esprimersi «se è in buona fede». A quel punto il consigliere ha ribaltato la sua precedente scelta, votando contro e bloccando di fatto la discussione sul futuro della sanità locale, salvando così il sindaco da un potenziale scivolone politico. Dura la reazione dell’opposizione di fronte all’accaduto. «Si è trattato di un grave atto di chiusura democratica – affermano i consiglieri Rabaini e Marchionini – e di disinteresse verso la salute pubblica. Le riprese video daranno contezza ai cittadini di ciò che è realmente accaduto, è deplorevole che il sindaco e il capogruppo abbiano fatto muro contro una discussione trasparente su un tema che riguarda la vita di tutti noi».

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