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15 settembre 2022 ARIZZANO Roberto Bioglio

Sgomento per la scomparsa di Andrea Francioli, per tutti "Ciolo". Aveva 43 anni

Cronaca Prima pagina

Non si conosce ancora la data dei funerali di Andrea Francioli, il 43enne deceduto la mattina di martedì 13 settembre all’ospedale Castelli di Verbania, in seguito alle gravi ferite riportate dopo essere caduto sotto il ponte stradale nelle vicinanze del minigolf, in località San Martino ad Arizzano, in viale Rimembranze, quasi al confine con Vignone. L’allarme era scattato lunedì intorno alle 8.30: ad allertare i soccorsi, secondo quanto riferito dai Vigili del fuoco, era stato lo stesso 43enne, che si trovava sotto il ponte impossibilitato a muoversi a causa dei gravi traumi agli arti subiti dopo la caduta. A riportarlo in salvo, una volta individuato e stabilizzato, era stato il personale dei Vigili del fuoco di Verbania con l’ausilio di personale Saf (Speleo alpino fluviale) del comando dei Vigili del fuoco con autoscala, in collaborazione con il Soccorso alpino e speleologico. Francioli, dopo essere stato stabilizzato, era stato poi consegnato al personale del 118 per trasportarlo con un’ambulanza al Dea del Castelli di Verbania in codice giallo. Sul posto sono anche intervenuti i carabinieri di Premeno che hanno cercato di ricostruire la dinamica della caduta, ma pare che il 43enne abbia fatto tutto da solo. Tra le persone presenti al momento del recupero anche il sindaco di Arizzano, Enrico Calderoni, che spiega: «Andrea viveva da solo in paese dopo la scomparsa dei genitori, che erano piuttosto conosciuti in quanto avevano gestito per anni la nota panetteria Francioli di via San Vittore a Intra. A prendersi cura di lui erano la zia e la cugina». Andrea Francioli, per tutti “Ciolo”, era una persona conosciuta ad Arizzano e Vignone, dove vivevano i suoi parenti. Descritto da tutti come un ragazzo socievole che sapeva scherzare, era una persona fragile che sapeva farsi benvolere. Avrebbe compiuto 44 anni il 3 novembre. A ricordarlo con affetto sono gli amici del Circolo di Cissano, ancora increduli per il destino che l’ha toccato. “Ciao Ciolo” è il messaggio che tanti hanno scritto sulla sua bacheca di Facebook quando la notizia del decesso è diventata di dominio pubblico. Sono ore difficili queste per Renata Gagliardi, la zia, ed Elena Bazzoni, la cugina, che negli ultimi anni gli sono state vicine dopo la scomparsa dei genitori. «Mio cugino - racconta Elena - era una persona socievole, che amava stare in compagnia; speriamo che quanto gli è accaduto possa essere di stimolo ad altri giovani, per trovare la forza di farsi aiutare e non tenersi tutto dentro».