C’è anche Giuseppina Branca, infermiera di 78 anni residente a Cannero Riviera, tra gli attivisti della Global Sumud Flotilla fermati nelle scorse ore mentre cercavano di portare aiuti umanitari alla popolazione di Gaza. La donna è stata bloccata a Sirte, in Libia, insieme all’astigiana Leonarda Alberizia. Le due volontarie stavano tentando di raggiungere la Striscia via terra, mentre altri tre piemontesi (Adriano Veneziani, Gabriele Gardini e Daniele Gallina) sono stati intercettati dalla marina israeliana in acque internazionali a bordo delle imbarcazioni della missione. Per Branca si tratta di un nuovo fermo. Già in passato la cannerese aveva partecipato alla spedizione marittima della Flotilla, venendo bloccata in mare, incarcerata nel deserto israeliano e successivamente espulsa in Turchia, un’esperienza drammatica che aveva raccontato a Eco Risveglio, esperienza che però non ha fermato il suo impegno umanitario. Sulla vicenda si è mossa la politica. Diversi consiglieri comunali torinesi dei gruppi Pd, AVS, Torino Domani e Movimento 5 Stelle hanno chiesto un intervento tempestivo del ministro degli Esteri Antonio Tajani per ottenere la protezione e il rilascio degli italiani coinvolti, definendo l’accaduto una violazione del diritto internazionale. A chiudere il loro appello una presa di posizione netta: «La solidarietà non è un reato». Nella foto Giuseppina Branca a destra a bordo di una barca per il soccorso dei migranti in mare.


