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25 maggio 2020 DOMODOSSOLA Arianna Parsi

Sul ritorno della movida del sabato sera a Domodossola, le critiche del Pd

Cronaca Prima pagina

Sulla serata di sabato, la prima dopo oltre due mesi e mezzo di confinamento, che ha visto tornare a frequentare strade e locali della città, giovani e meno giovani, interviene con una nota stampa la segreteria cittadina del Pd che accusa il sindaco di Domodossola, Lucio Pizzi, di «usare due pesi e due misure e di girare la testa dall’altra parte». Vale anticipare, però, che non risultano denunce o violazioni di legge rilevanti, secondo le forze dell’ordine. Si legge nella nota: «Nella "fase 2", sia i decreti nazionali che quelli regionali affidano ai sindaci un ruolo centrale nell'organizzazione della ripartenza. E' pur vero che la sorveglianza sull'insidioso pericolo degli assembramenti spetta in primo luogo ai Prefetti ed alle forze dell'ordine. Tuttavia, il sindaco ha la potestà di adottare i provvedimenti che ritiene necessari affinché il rito della movida del fine settimana non si trasformi in un pericoloso evento che ci costringa tutti a tornare alla "fase 1"». A supporto della tesi il Pd locale sostiene che «chi sabato sera ha avuto la ventura di vedere l'assembramento di via Briona non avrebbe notato nulla di diverso da ciò che succedeva prima dell'8 marzo, compresa, oltre al tappeto di bottiglie rotte, anche la solita scazzottata. Non ci voleva un genio per capire che una strada così stretta necessitava di provvedimenti specifici per contrastare i pericolosi assembramenti puntualmente verificatisi. Per il sabato sera altri sindaci, nelle stesse situazioni, hanno istituito sensi unici pedonali, ordinanze per impedire la sosta fuori dai locali od altri accorgimenti». Abbiamo quindi sentito Polizia e Carabinieri per avere anche da loro il polso della situazione. Non ci sono state denunce sulla presunta scazzottata citata dal Pd e rispetto alla “normale movida” secondo la Polizia, il numero di persone in giro per la città era di molto inferiore. I Carabinieri sono intervenuti in due casi: uno per allontanare i tavoli che alcuni ragazzi avevano avvicinato, e gli hanno ricordato le ragioni dei dispositivi di sicurezza; l’altro per un ubriaco che girava in bicicletta per le vie di Villadossola urlando in un megafono. Alcune segnalazioni sono state poi fatte per schiamazzi, ma nulla di più. Essendo la prima serata, dopo mesi di reclusione, alcuni comportamenti, seppur corretti, sono stati tollerati. Il consiglio è quello di agire puntualmente segnalando alle forze dell’ordine, chiamando il 112. Diversa la lettura dei fatti del Pd cittadino: «Appare strano, e clamorosamente in contrasto con quanto successo sabato sera, che nei primi giorni di “fase 2” si siano multati avventori che si erano soffermati con in mano il caffè sul viale della stazione: due pesi e due misure o solo un occasionale sfoggio muscolare e propagandistico a basso costo? Noi non siamo per la mano forte della Legge e non incolpiamo nessuno. Tuttavia ci saremmo aspettati almeno una preventiva comunicazione specifica, con invito al buon senso, soprattutto indirizzata ai giovani del sabato sera. Certo, eventuali provvedimenti sono sempre impegnativi ed elettoralmente costosi, ma ricordiamo al sindaco Pizzi che non può continuare a girare la testa dall'altra parte. La politica e la buona amministrazione devono sempre avere, tra le proprie funzioni, anche quella educativa: se il sindaco condivide questa visione, da metà giugno, coinvolgendo il consiglio, anche relazionandosi con le diverse associazioni culturali operanti in città, dovrebbe cercare e proporre alternative all'attuale modalità di movida. Ci rendiamo conto che tutto questo costa fatica, ma l'obbiettivo a cui puntare è quello del necessario distanziamento sociale, visto che con il Covid-19 siamo destinati a convivere a lungo».