Aggiornato al 24 Luglio 2024

Frontalieri chiedono più sicurezza, documento dei sindacati

Chiusura di tutte le attività non strategiche nei Cantoni di confine finalizzata alla riduzione dei flussi transfrontalieri, allargamento ulteriore dello smart working in tutte le attività compatibili, garanzia dell’effettiva possibilità di lavorare nel rispetto delle norme igieniche accresciute e delle distanze sociali di sicurezza nelle imprese strategiche in attività, disponibilità dei dispositivi di protezione individuale (Dpi) , mantenimento dei piccoli varchi aperti a garanzia tanto delle viabilitˆà quanto dei controlli della polizia di frontiera. Sono questi i punti stilati unitamente dalle maggiori sigle sindacali italiane e svizzere e contenuti nel documento unitario promesso e diffuso ieri sera. L’obiettivo è che si «adottino d’ora in poi, provvedimenti il più possibile omogenei tra Roma e Berna, volti a limitare la rapida diffusione del virus» per quei lavoratori che ancora oggi valicano il confine.Particolarmente grave, per il Vco, la situaazione in Canton Vallese. «Serve, com’è sempre più evidente, una strategia comune rispetto ad aree geografiche di confine, fortemente interconnesse in termini economici e di sistema infrastrutturale, all’interno di un territorio che vede i più consistenti flussi del lavoro frontaliero in uscita dall’Italia. A tal proposito auspichiamo ulteriori e più efficaci iniziative congiunte dei Ministeri degli Esteri dei rispettivi paesi al fine di individuare linee guida comuni anche con i Governi Cantonali di Bellinzona, Coira e Sion» si legge ancora. I sindacati dicono di aver accolto, in questa richiesta, anche l’appello delle amministrazioni locali di Comuni e province di confine, in particolare del Verbano Cusio Ossola, ma anche di Como e Valchiavenna. Nei giorni scorsi gli appelli erano piovuti da più parti: dal coordinamento frontalieri Vco ai comuni cittadini, passando per i parlamentari locali, sino a voi lettori che testimoniavate, anche con immagini, la situazione della stazione di Briga dove, per reacarsi al lavoro, centinaia di frontalieri rischiano la vita ogni giorno a causa delle scarse condizioni di sicurezza.

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